PROGETTI

Complesso Residenziale e Polifunzionale

CASCINA BERGAMELLA
120.000 MC di residenze

ANNO

2010-2020

INDIRIZZO

Via Fratelli di Dio | Sesto San Giovanni MI

  • YEAR :
  • ADDRESS :
  • ANNO : 2010-2020
  • INDIRIZZO : Via Fratelli di Dio | Sesto San Giovanni MI

La zona della città di Sesto San Giovanni conosciuta come “Cascina Bergamella” potrebbe essere definita come un grande invaso ai limiti del fiume Lambro e cerniera tra la periferia della città di Sesto e quella di Milano. L’area è il tipico “vuoto urbano” scaturito dalle dinamiche di deindustrializzazione che hanno segnato il paesaggio del nord milanese in questi ultimi tre decenni. Intorno ad essa si è creata, quasi spontaneamente, la propaggine amorfa di una periferia articolata in differenti zone urbanistico – architettoniche, che però, hanno sempre stentato a trovare una loro fisionomia organica. Il masterplan dell’area nasce come ricucitura urbana, tenendo sempre in attenta considerazione lo sviluppo, nelle zone della preesistente urbanizzazione, delle dinamiche che hanno modellato le differenti morfologie edilizie e differenti ambienti sociali. È stato, quindi, proposto ed elaborato un Programma Integrato d’Intervento ora chiamato “Univillage” le cui linee essenziali possono essere sintetizzate nei suoi due punti principali:
1) alla comunità viene ceduta un’area pari a circa 15 ettari e mezzo per la creazione di un parco
2) all’operatore (un gruppo di cooperative) viene concessa la possibilità di costruire edifici per un totale di 120.000 mc circa di residenze, una parte consistente delle quali di tipo convenzionato.

L’area residenziale e il parco urbano diventano il luogo deputato per la proposta di uno sviluppo che rifletta sui criteri, le performance e le finalità della sostenibilità degli interventi nelle aree urbane. Lo sviluppo di un mix di funzioni (negozi, centri associativi, ricreativi e sportivi, centri per istruzione e la salute), che la zona offre, oggi, in maniera marginale, risulta necessario per implementare e consolidare un facile accesso ai vari servizi locali.Per questo motivo, insieme al settore commerciale, è stato proposto l’inserimento di funzioni che puntano di più al campo sociale, come l’asilo nido e la materna o le zone di aggregazione all’interno ed all’aperto, siano esse zone gioco, o l’area antistante la piazza della chiesa. All’interno della zona commerciale sarà costruita una piazza coperta, la quale, aprendosi verso la piazza della chiesa e Cascina Gatti, creerà la possibilità di sviluppare una cerniera tra più luoghi di “condensazione sociale”.

È importante sottolineare come si è voluto ribaltare l’approccio classico scegliendo il parco come elemento centrale di questa operazione. Gli edifici diventano l’oggetto necessario per permettere all’edificato esistente e limitrofo di penetrare all’interno del parco. Queste scelte si sono tradotte in una differenziazione della tipologia architettonica a secondo del diverso rapporto con l’intorno: edifici a torre lungo la ex via Campestre, mentre lungo il lato ovest, dove si affacciano i retri degli edifici periferici di Sesto, il masterplan sottolinea l’importanza vitale di creare una nuova strada, a carattere prettamente urbano, che si inserisce all’interno della viabilità di quartiere, ma che non si limiti alla funzione di parcheggio isolato e funzionale alle residenze. La nuova arteria diventerà vitale nella vita di quartiere e riattiverà un’attrazione positiva della zona sud-ovest di questa periferia sestese, ridirezionandola verso l’antica Cascina Gatti, considerata il punto focale dell’analisi dell’esistente. È la stessa diversa e bilanciata strutturazione linguistica delle tre aree scelte dal progetto, attraverso il differente studio tipologico, che porta il nuovo intervento a fondersi con il contesto esistente e, al contempo, è lo stesso parco, attraverso le zone di permeabilità sopra descritte, che penetra nell’edificato e ne mitiga il, pur non lieve, impatto sul paesaggio.

SCUOLA NIDO E MATERNA MONTESSORI

L’edificio scolastico è tra gli interventi architettonici che meglio rappresenta la cultura e le radici di una nazione. Piccolo o grande che sia descrive come ci si pone, anche nella progettazione, verso noi stessi, in questo caso i bambini. Il linguaggio architettonico scelto si deve fondere con il percorso didattico pedagogico ed educativo di chi con i bambini stessi si relaziona e che di fatto si lega in modo indissolubile con le forme e gli spazi costruiti. Si è voluto utilizzare un volume esterno visivamente molto articolato, una planimetria “scomposta” che si lega e viene compenetrata dal parco urbano esterno realizzato nello stesso intervento di progettazione complessiva denominato “Univillage”.

Spazi esterni aperti definiti da un bianco solare, che si raccolgono a protezione dei bambini, spazi interni che si diramano e vengono sottolineati dai colori, celeste, giallo e verde e comunque rimangono uniti nei percorsi, dialogando tra di loro, con i bambini stessi e con gli educatori.

Una copertura lignea leggera che racchiude però scelte tecniche innovative e funzionali, che a loro volta si integrano con le aree destinate a molteplici funzioni proprie della didattica montessoriana. I bambini devono ricevere fiducia, eseguendo anche compiti che spesso appaiono fuori dalla loro portata, stare a contatto con la natura, interagendo in modo diretto con essa. Puntare sui loro talenti e sulla loro fantasia in spazi colorati, ariosi e armonici sono parte di alcuni principi educativi di Maria Montessori seguiti anche nello sviluppo del progetto architettonico realizzato.

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